Flavia Bugan

“Dell’arte di Berardi rileviamo come il tema costante sia la natura morta: vasi, ciotole, frutti, fiori, fissati con sobria raffinatezza in un’atmosfera di liirica sospensione. Le forme, naturalisticamente fedeli, sono individuate nella loro essenzialità, in una sorta di suggestiva astrazione, e collocate centralmente in strutture compositive del tutto neutre nella loro assoluta semplicità; i colori sono tenui, delicati, la luce morbida ed avvolgente.

Il silenzio che avvolge l’immagine si fa incanto, vibrazione: si avvertono magici, misteriosi richiami fra realtà, sensibilità e memoria, oggettività e soggettività, misura razionale e portata emozionale, apparenza e sostanza dell’esistere, sì da lasciar tralucere la seconda realtà, quella metafisica.

La limpidezza delle forme, il loro elegante rilievo nella nitida scansione semantica, la levità cromatica e il dosaggio filtrato delle luci, il sottile velo di mistero, si traducono in un grande fascino esecutivo, a cui è sottesa la ricerca di equilibrio, di armonia.”

(Flavia Bugan)