Archivi categoria: Recensioni

Mario D. Storari

“…Vittorio Berardi, artista di raffinata sensibilità artistica ed umana, tiene conto non solo di una esemplare continuità stilistica, ma soprattutto di una spiccata misura formale nella scelta poetica.”

(Mario D. Storari)

E. Guidi

“…A volte poi gli oggetti, messi sempre in evidenza con un’analisi puntigliosa e con l’attenzione propria del miniatore, si dispongono con armonia in una fredda, silenziosa immobilità, creando un’atmosfera sospesa che porta alla meditazione….

nature morte in cui la realtà è colta con naturalezza e sensibilità ed è riportata sulla tela intrisa sempre di poesia e di un senso rigoroso dei volumi.”

(E. Guidi)

Flavia Bugan

“Dell’arte di Berardi rileviamo come il tema costante sia la natura morta: vasi, ciotole, frutti, fiori, fissati con sobria raffinatezza in un’atmosfera di liirica sospensione. Le forme, naturalisticamente fedeli, sono individuate nella loro essenzialità, in una sorta di suggestiva astrazione, e collocate centralmente in strutture compositive del tutto neutre nella loro assoluta semplicità; i colori sono tenui, delicati, la luce morbida ed avvolgente.

Il silenzio che avvolge l’immagine si fa incanto, vibrazione: si avvertono magici, misteriosi richiami fra realtà, sensibilità e memoria, oggettività e soggettività, misura razionale e portata emozionale, apparenza e sostanza dell’esistere, sì da lasciar tralucere la seconda realtà, quella metafisica.

La limpidezza delle forme, il loro elegante rilievo nella nitida scansione semantica, la levità cromatica e il dosaggio filtrato delle luci, il sottile velo di mistero, si traducono in un grande fascino esecutivo, a cui è sottesa la ricerca di equilibrio, di armonia.”

(Flavia Bugan)

Renato Clò

“Fiori, frutti, vasellame, in un susseguirsi di paesaggi interiori che l’autore mette in evidenza, con un garbo che rasenta l’eccesso di un rigore stilistico senza pari. C’è un’anima anche di mestizia dentro ad ogni immagine, e ciò fa supporre a chi guarda, che quei nitidi contorni, vellutati da tenui sfumature, mai troppo esaltate, altro non siano che carezze mancate, o venute meno, dentro all’ansia di desideri mai completamente esauditi. Quello che, in talune tele, può apparire lezioso per la estrema e pulita perfezione, è, invece, come un bisogno di raccontarsi per filo e per segno, le esigenze che conducono inesorabilmente all’amore del fare, col puntiglio che pesca forme ed immagini nel labirinto poetico che anima pennelli e colori sulla falsariga di mete raggiunte o tagliati traguardi.

È la poesia vera, che racconta l’uomo, questo pittore, che non mostra vibrazioni cromatiche, solo perché la mente vagola nel suo passato, apparentemente razionale (forse un po’ troppo) per condurre, lungo il proprio braccio, quel pensiero predominante che lo conduce sulla soglia della gioia d’esistere.

Delicato, carezzevole, in un nitore quasi impensabile da raggiungere, se non con la pervicacia e l’amore che sempre si deve avere quando è la voce della poesia a chiamare…chi sa ascoltarla!

Ai tempi nostri, la critica ufficiale, non vede più di buon occhio questa espressività, perché la considera superata, ma se il cuore del visitatore proverà, guardando queste opere, un palpito in più, ciò significherà che la poesia, in ogni caso, non ha troppo bisogno della critica.”

(Renato Clò)
Bologna

P.G. Raggini

“…Composizioni raffinate e silenti quelle che Berardi realizza nei suoi dipinti nati da un’osservazione reiterata, paziente e incantata degli oggetti che una perizia calligrafica e un virtuosismo tecnico riproducono attraverso un’assimilazione meticolosa e sospesa di forme e colori.

Tutto, nelle miniature o nelle tele di più ampio respiro descrittivo, appare all’osservatore lievitato da uno stupore che vibra del flusso della memoria e del respiro delle stagioni e del tempo.

L’orizzonte, nelle tele di Berardi, dilaga, infinito, oltre gli spazi dei dipinti. Come sospesi, sono collocati gli elementi compositivi più cari ed intriganti per il pittore. Vasi e ceramiche, fiori e frutti – tutti e ciascuno – sono avvolti da una luce morbida, calda, soffusa. Le ombre, appena proiettate, hanno la consistenza, libera e rigorosa, delle tracce dei pensieri che si sperdono.

Il passato e il presente, l’istante e l’eterno emergono inebriati dai profumi e dai colori di una natura che non finisce mai di stupire e che sprigiona vitalità e nostalgia, malinconia e quiete.”

(P.G. Raggini)
Cesena

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La pittura di Berardi, gradevole e distensiva ha un tema costante: le nature morte.

Gli oggetti nei suoi quadri sono rappresentati con grande precisione di disegno e con elegante delicatezza di colore, dipinti a olio su tela o tavola.

Galleria Nat.morts-chiara